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Un codice QR al bancone perché il cliente prenoti il prossimo appuntamento prima di uscire
Il classico ti scrivo io detto alla cassa diventa tre mesi senza tornare. Dove mettere il QR, quale testo affiancargli, come farne un'abitudine del team e come si genera in Calendace.
Il cliente si alza dalla poltrona contento, paga e uscendo dice “ti scrivo io per la prossima”. E scrive, ma dopo dieci settimane invece di quattro, o quando si vede i capelli strani in una foto. Nel frattempo, due appuntamenti che non sono mai esistiti.
Il momento migliore per prenotare la visita successiva è prima che il cliente varchi la porta. Ha ancora il risultato davanti allo specchio, sa quanto gli dura e ha il telefono in mano per pagare. Il codice QR al bancone serve perché quel momento non dipenda dal fatto che qualcuno si ricordi di chiedere.
Quanto vale anticipare un appuntamento
Facciamo i conti con un barbiere che lavora da solo. Mettiamo che abbia 100 clienti abituali che vengono, in media, ogni sei settimane. Sono circa 870 visite all’anno. Se prenotare all’uscita accorcia l’intervallo a cinque settimane, che è quello che molti di loro vorrebbero comunque, si arriva a circa 1.040 visite. Sono 170 tagli in più all’anno, che a 15 € fanno 2.550 €, con gli stessi clienti e la stessa poltrona.
Non serve che lo facciano tutti. Basta che lo faccia uno su tre e la cifra resta di diverse centinaia di euro all’anno, per un cartello che costa quanto un foglio plastificato.
Dove metterlo
Un QR funziona quando è all’altezza degli occhi, ben illuminato e a meno di un metro da chi lo deve scansionare. Questo esclude la parete in fondo e la vetrina.
- Accanto al POS. È il posto principale. Il cliente ha già il telefono fuori e sta guardando proprio lì. Un supporto da banco o un adesivo sul bancone stesso.
- Sullo specchio. Un adesivo piccolo nell’angolo in basso, all’altezza degli occhi di chi è seduto. Durante l’asciugatura o mentre gli togli la mantellina, il cliente passa due minuti a guardare esattamente lì.
- Su quello che si porta a casa. In uno studio di tatuaggi, sul foglio con le istruzioni per la cura. In uno studio di fisioterapia, sulla scheda degli esercizi. In un salone, sul cartoncino che va nella busta del prodotto. È il QR che serve la settimana dopo.
Un QR in ogni punto, con lo stesso link. Non ne serve uno diverso per professionista: nella pagina il cliente sceglie con chi, oppure chiede “il primo libero”.
Quale testo accompagna il QR
“Scansionami” non dice niente. Il testo deve dire cosa succede quando scansioni e perché farlo adesso. Un modello che sta in un cartello formato cartolina:
Ci vediamo tra quattro settimane? Scansiona e scegli tu giorno e ora. Senza chiamare, senza aspettare. [QR] prenotazioni.tuonegozio.it
Tre dettagli che contano. Il termine (“quattro settimane”, “sei settimane”, “quando serve il ritocco”) dà al cliente un riferimento; senza, rimanda a più avanti. La frase “scegli tu” toglie la sensazione di impegno. E l’indirizzo scritto sotto il QR è per chi non sa scansionare o preferisce digitarlo dopo.
Se hai clienti stranieri, non serve tradurre il cartello: la pagina di prenotazione si apre nella lingua del telefono di chi la visita.
Farne un’abitudine del team
Il cartello da solo non basta. Quello che cambia davvero i numeri è la frase alla cassa, e deve essere sempre la stessa:
“Ti fisso già la prossima? Scansiona qui e scegli tu l’ora, oppure te la metto io adesso.”
Due opzioni, nessuna delle due è “no”. Chi preferisce che gliela fissi tu, gliela metti dal pannello in venti secondi. Chi preferisce guardare il calendario con calma, scansiona e prenota in macchina. Tutte e due finiscono in agenda con l’avviso di conferma e il promemoria prima dell’appuntamento.
Perché diventi un’abitudine, tre regole:
- Chi incassa, chiede. Non è compito di chi taglia, è compito di chi è al bancone in quel momento. Così nessuno dà per scontato che l’abbia fatto un altro.
- Si conta per due settimane. Una tacca su un foglio accanto al POS ogni volta che un cliente prenota all’uscita. Senza misurare, la frase si smette di dire dopo quattro giorni. Con venti tacche in vista, diventa una piccola sfida del team.
- Si dice anche quando non c’è posto. Se il cliente vuole tornare il sabato tra quattro settimane ed è già pieno, si iscrive alla lista d’attesa dallo stesso QR. Lo slot che si libera arriverà a lui prima che a chiunque altro.
Cosa succede dopo la prima scansione
La prima volta il cliente scansiona, sceglie servizio, professionista, giorno e ora, e inserisce i suoi dati. La seconda volta il QR non serve più. Il suo browser gli propone di installare la pagina come app nella schermata iniziale, con il tuo nome e la tua icona, e da lì entra nell’area cliente: vede i prossimi appuntamenti, lo storico, e prenota il successivo senza cercare niente.
Per questo il QR del bancone non serve solo per il prossimo appuntamento. È la porta da cui un cliente che prenotava per telefono passa a prenotare da solo, per sempre.
Come si genera in Calendace
Il codice QR è incluso nei piani Standard e Premium. Nel pannello, accanto al link della tua pagina di prenotazione, trovi il QR pronto da scaricare e stampare. Punta sempre alla tua pagina, quindi se cambi servizi, prezzi o foto non serve ristamparlo.
Con il piano Premium puoi avere anche un sottodominio tuo, ed è l’indirizzo che conviene scrivere sotto il QR: più corto e con il tuo nome. I prezzi di ogni piano sono nella pagina dei piani.
Lista di controllo
- QR accanto al POS, su supporto o adesivo.
- Adesivo con il QR nell’angolo in basso di ogni specchio.
- QR sul foglio di istruzioni, sul cartoncino o sulla busta che il cliente porta a casa.
- Cartello con il termine, “scegli tu” e l’indirizzo scritto.
- Frase alla cassa concordata e sempre uguale.
- Foglio delle tacche accanto al POS per due settimane.
- Lista d’attesa attivata per quando non c’è posto.
Se lavori in un barbiere, il conto qui sopra è il tuo conto: così i barbieri usano Calendace. Per gli altri settori cambia il termine sul cartello e poco altro.